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Imposte e tasse

C'era una volta il redditometro

Numeri alla mano, oggi non è più un problema avere un elevato tenore di vita e dichiarare al Fisco redditi modesti.

Stando al rendiconto generale dello Stato pubblicato dalla Corte dei Conti, gli accertamenti sintetici del reddito delle persone fisiche effettuati nel 2019 hanno raggiunto il loro minimo storico, attestandosi a soli 1.850 unità; 7 anni prima, nel 2012, gli accertamenti attraverso il redditometro avevano superato le 37.000 unità. L'abbandono dell'accertamento sintetico, perché di fatto proprio a questo siamo di fronte, è frutto di un processo lento ma inesorabile. Da quando il legislatore ha deciso di varare il c.d. Redditometro 2.0, attraverso la riscrittura dell'art. 38, D.P.R. 600/1973 a opera del D.L. 78/2010, l'utilizzo in accertamento di questo strumento ha iniziato a diminuire, fino a toccare il minimo storico proprio un anno fa.
La serie storica del numero di accertamenti sintetici contenuta nel rendiconto annuale della Corte dei conti non lascia spazio a dubbi. Nel 2015 furono effettuati 5.827 accertamenti sintetici, poi un calo costante fino ai soli 1.850 dell'anno scorso. Di fronte a tale scenario è dunque evidente che tutta l'operazione di riforma dell'accertamento sintetico sia stata un enorme flop. Il problema, non da poco, è che alla scomparsa del redditometro corrisponde anche un buco nei conti pubblici dovuto alle previsioni di gettito che alla misura erano state attribuite nel recente passato. Alla luce dei dati riportati, recita la relazione annuale, si deve rilevare come l'accertamento sintetico non sia sufficientemente valorizzato nella complessiva strategia dei controlli fiscali, dopo che nel recente passato era stato utilizzato per arrischiate aspettative di gettito.
Questi dati hanno dunque dell'incredibile. La scomparsa del redditometro equivale, di fatto, nella resa del Fisco italiano di fronte ai contribuenti che dichiarano redditi assolutamente irrisori rispetto al tenore di vita e ai beni posseduti. L'incremento delle informazioni presenti nell'Anagrafe tributaria, abbinate anche al potenziamento dell'archivio dei rapporti finanziari, avrebbe dovuto far crescere l'utilizzo dell'accertamento sintetico, non certo farlo diminuire fino quasi a scomparire. Accertamento sintetico che peraltro, da sempre, si rivela strumento efficacissimo per scovare evasori totali o para totali.
Alla luce di queste considerazioni risulta davvero difficile comprendere i reali motivi di questa vera e propria Caporetto del redditometro. Ma la Corte dei Conti è preoccupata non solo dell'abbandono di tale strumento, ma anche per come viene utilizzato. Nella relazione annuale si legge infatti che ben 395 accertamenti effettuati nel 2019, cioè oltre il 21% del totale, hanno consentito di recuperare una maggiore imposta ricompresa tra 0 e 1.549 euro, fatto questo che appare in evidente contrasto con la natura stessa dell'accertamento sintetico che presuppone, per la sua sostenibilità, una rilevante divergenza tra il reddito dichiarato e quello sinteticamente accertabile.
Questo “sparare a salve” testimonia dunque anche l'inefficacia delle attività di analisi e selezione del rischio di evasione effettuate a monte degli accertamenti. Redditometro addio dunque. E nel frattempo gli evasori gongolano.

10/07/2020
Accertamento
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Redditometro
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