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Cosa può dimostrare il professionista a Galileo Galilei

Leggi fisiche che minacciano i risultati e che rendono difficile il cambiamento. Cosa c'entra lo studio professionale con l'inerzia?

L'inerzia, in fisica, definisce la tendenza di un oggetto a mantenere il proprio stato di moto o di stasi fintanto che non interviene una forza sufficiente ad alterarlo.
Intuitivamente ha senso, ma non è stata una scoperta banale, perché il riscontro empirico non è, almeno ad uno sguardo superficiale, proprio quello descritto. Lanciando in aria una pallina, infatti, questa non continua a viaggiare in eterno: presto rallenta, tocca terra e si ferma. Tuttavia, approfondendo la questione, la legge è confermata perché i professori ci insegnano che questo comportamento è dovuto all'intervento di forze antagoniste, come l'attrito dell'aria e la forza di gravità che presto determinerà anche l'intervento dell'attrito del suolo.
Galileo fu il primo ad intuire che lo stesso esperimento condotto nel vuoto avrebbe avuto un esito diverso e nello specifico, in assenza di forze che si oppongono al moto, la pallina avrebbe continuato nel suo tragitto, alla velocità di partenza. Per esempio, nello spazio, salvo non si incontri un asteroide o un altro corpo celeste, la pallina scaraventata fuori dall'atmosfera continuerà a viaggiare all'infinito.
Però non siamo nello spazio e per arrivarci è necessario il miglior combustibile e le più futuristiche tecnologie, quindi, bisogna ragionare secondo le leggi terrestri, dove l'inerzia ha evidenti limiti.

È con questa premessa che introduco il concetto di inerzia comportamentale in ambito economico, per descrivere la naturale tendenza delle persone e delle organizzazioni a continuare sulla propria strada. Infatti, anche in questo ambito, esiste una “comodità” legata al mantenere il proprio stato di stasi o di moto che ci ricorda la legge su cui si è arrovellato Galileo. Per alterare lo stato di partenza è necessario l'intervento di una forza.
Per esempio, possiamo essere in uno stato di depressa passività, ma poi trovare l'energia e la motivazione per ingranare la marcia giusta. Possiamo essere iper-produttivi, ma poi arrivare ad una brusca frenata quando qualcosa di serio ci scombussola la vita.
Possiamo trovarci in un mercato lento, ma a causa di fattori esogeni subire poi un'accelerata (pensiamo, per esempio, a chi si occupava di privacy prima del GDPR). Oppure ci troviamo in un mercato dinamico e ricco che nel tempo poi rallenta nonostante i nostri migliori sforzi, come Blockbuster nel mercato dei VHS.

Nel tempo le cose cambiano per gli attori coinvolti, proprio come cambia il mercato e con esso le regole della partita che stiamo giocando.
Il forte rischio è quello di dare per scontato che qualcosa che è andato bene finora non possa far altro che continuare a funzionare in futuro, ma è evidente che non è stato così per Blockbuster, Nokia o addirittura per chi era “Too big to fail” come Lehman Brothers.

Per lo studio dobbiamo raccogliere e prestare attenzione agli indizi: il dato economico che inizia a non funzionare, i clienti che si lamentano del servizio, alcuni che discutono i prezzi, la struttura che si dimostra riluttante alle evoluzioni… Tutti segnali che dovrebbero far tremare i timpani come una campana, ma che spesso rimangono inascoltati. In realtà, qualunque riscontro diverso da evidenti miglioramenti nei risultati è da considerarsi preoccupante. Tuttavia, con l'inerzia che permea i pensieri, il professionista tira la cinghia e raddoppia lo sforzo, continuando sulla strada tracciata perché proseguire come si è sempre fatto è più automatico che fermarsi un minuto e chiedersi: “ma cosa sto facendo?”.

Insomma, se nel tuo studio le cose non sono cambiate in meglio, il solo sforzo necessario a tenere attiva una strategia inefficace probabilmente non sarà sufficiente a conquistare il futuro.
Ciò che tuttavia puoi fare, è metterti dal lato giusto dell'inerzia, ricordando che un oggetto in moto tende a stare in moto. Vinta la resistenza iniziale legata allo scuotere qualcosa che non cambia da troppo tempo, mantenere la marcia ingranata sarà meno difficile di quello che puoi pensare e chissà che non riusciremo a superare i limiti del cielo, per dimostrare a Galileo quanto erano vere le sue intuizioni.

21/07/2021
Inerzia
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