Servizi di aggiornamento e formazione professionale

Ratio Quotidiano

Lavoro

Cosa succederà dopo Quota 100?

È questa la domanda che molti contribuenti si stanno facendo, in riferimento alla loro prossima uscita pensionistica.

È ormai prossima la fine della sperimentazione dello strumento di pensionamento anticipato; con il 31.12.2021 si avrà, tenendo conto di quanto previsto dall'art. 14, c. 1 D.L. 4/2019, convertito in L. 26/2019, la fine definitiva di Quota 100.
A tal proposito, le voci che si rincorrono sono molte ma, di fatto, non si hanno delle certezze concrete sulle misure successive allo strumento in esame.
Certo è che, se non si trovano delle soluzioni alternative, i lavoratori avranno di fronte una montagna difficile da scalare per arrivare al traguardo pensionistico.
Infatti, se si tornasse in maniera repentina alle regole della Riforma Monti-Fornero, sarebbero necessari molti più anni di contributi per accedere alla pensione anticipata.
In maniera specifica, per andare in pensione gli uomini dovrebbero essere in possesso di 42 anni e 10 mesi di contribuzione, mentre per le donne sarebbero necessari 41 anni e 10 mesi di contributi; è vero che è stato congelato l'incremento dei requisiti pensionistici agli adeguamenti alle speranze di vita fino al 2026, ma non bisogna dimenticare che raggiunto il diritto alla pensione anticipata bisogna attendere tre mesi per la decorrenza materiale dello stesso trattamento pensionistico.
Ad oggi non vi è alcun cenno nei programmi del Governo Draghi.

Dai dati diffusi negli ultimi mesi, quasi il 57% della platea è andato in pensione con un'età anagrafica compresa tra i 63 e i 66 anni, optando così di fatto per Quota 102, 103 e, in misura molto minore, 104. Alla Quota 100, vera e propria fin qui è ricorso, complice anche l'assegno non certo pesante, non più del 43% dei lavoratori in uscita.
E a propendere per un pensionamento con requisiti più elevati rispetto alla soglia d'accesso dei 62 anni d'età e 38 anni di contribuzione, sono stati soprattutto i dipendenti pubblici (il 66% delle richieste dalla PA), mentre i lavoratori privati hanno fatto questa scelta nel 51% dei casi, gli autonomi si sono collocati a metà strada (55%). Quella che emerge dai dati Inps aggiornati nel mese di maggio sull'andamento della fase sperimentale di Quota 100, è un'indicazione di cui non potranno non tenere conto il Governo e le Parti Sociali nel momento in cui ripartirà, non è dato sapere alcuna data precisa, il tavolo sulla previdenza.
Alcuni esponenti del sindacato, hanno affermato che Quota 100 ha dimostrato che se si usa la flessibilità e la volontarietà, si dà ai lavoratori uno strumento utile per scegliere il loro futuro.

A questo punto sorgono spontanee alcune considerazioni, anche provocatorie, da parte di chi scrive.
Si dà per scontato che la pensione Quota 100 debba esaurirsi con la fine della fase sperimentale, cioè al 31.12.2021; su questa situazione, però, si potrebbe essere d'accordo nel caso in cui si trovassero delle soluzioni adeguate e, soprattutto, in tempo utile, per permettere ai lavoratori di programmare con certezza e sicurezza il loro futuro pensionistico.
Quindi, verrebbe da chiedersi: se ad oggi si dice che si sono risparmiati, rispetto alle previsioni, circa 7 miliardi di euro; se i lavoratori hanno la possibilità di avere uno strumento con il quale possono anticipare volontariamente l'uscita pensionistica, magari rimettendoci qualcosa (se si esce prima è certo che si prende meno), perché non pensare di continuare a mantenere tale strumento, almeno fino a quando non sarà trovata un'adeguata e certa soluzione?
A questa domanda potremo avere una risposta da parte del nostro Governo e delle Parti sociali quando troveranno le soluzioni in merito.

Per concludere, sembra utile ricordare che, come previsto dall'art. 14, c. 1 citato in precedenza, al di là delle decisioni che saranno prese, tutti coloro che raggiungono il diritto a quota 100 entro il 31.12.2021 possono esercitare tale diritto anche successivamente alla predetta data; ciò, significa che, raggiunto il diritto nel 2021, possono continuare a lavorare e chiedere la pensione anche successivamente e quando lo ritengono opportuno.

03/08/2021
Pensione
|
Pensione anticipata
|
Quota 100
Per approfondire tutte le notizie di questo servizio:
Fondazione Senza Frontiere - OnlusDona il tuo 5x1000 a Fondazione Senza Frontiere - Onlus