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Gestione d'impresa

Divieto di doppio finanziamento, il punto del MEF

I chiarimenti del Ministero dell'Economia e delle Finanze sul Regolamento (UE) 2021/241.

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con la circolare del dipartimento RGS 31.12.2021, n. 33, chiarisce la portata del cosiddetto divieto di doppio finanziamento. Infatti, è stato analizzato il Regolamento (UE) 2021/241, precisando che il concetto di cumulo si riferisce alla possibilità di stabilire una sinergia tra diverse forme di sostegno pubblico di un intervento, che vengono in tal modo “cumulate” a copertura di diverse quote parti di un progetto e/o investimento.
Tale fattispecie è prevista e consentita nell’ambito dei Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dall’art. 9 del Reg. (UE) 2021/241 il quale dispone che “il sostegno fornito nell’ambito del dispositivo” per la ripresa e la resilienza si aggiunge al sostegno fornito nell'ambito di altri programmi e “strumenti dell'Unione”; pertanto è prevista la possibilità di cumulare all’interno di un unico progetto fonti finanziarie differenti(…) a condizione che tale sostegno non copra lo stesso costo”.

Per meglio esplicitare quanto asserito la Ragioneria Generale del MEF presenta il seguente esempio: se una misura del PNRR finanzia il 40% del valore di un bene e/o progetto, la quota rimanente del 60% può essere finanziata attraverso altre fonti, purché si rispettino le disposizioni di cumulo di volta in volta applicabili e, complessivamente, non si superi il 100% del relativo costo.
In tale ultimo caso, parte dei costi sarebbero infatti finanziati 2 volte e tale fattispecie rientrerebbe all’interno del cosiddetto “doppio finanziamento”, di cui è sempre fatto divieto.

A riprova di quanto sostenuto, la nuova circolare richiama anche il Regolamento (UE) 1303/2013 che, al “Considerando 38”, ammette la possibilità di combinare varie tipologie di agevolazioni, a fronte di condizioni specifiche atte a scongiurare il doppio finanziamento. Inoltre, al “Considerando 30”, il medesimo regolamento contempla la possibilità di combinare nella stessa operazione finanziamenti provenienti da diversi strumenti dell’Unione, sempre a condizione che sia evitato il doppio finanziamento.

La distinzione tra i 2 principi risulta altresì estremamente evidente nelle disposizioni del Regolamento (UE) 2021/241, che, al “Considerando 62”, precisa che le azioni intraprese a norma del presente regolamento dovrebbero essere coerenti e complementari ai programmi dell'Unione in corso, evitando però di finanziare 2 volte la stessa spesa nell'ambito del dispositivo e di altri programmi dell'Unione. All’art. 9, lo stesso regolamento ribadisce che i progetti di riforma e di investimento possono essere sostenuti da altri programmi e strumenti dell'Unione, a condizione che tale sostegno “non copra lo stesso costo”.

Alla luce di questi opportuni e condivisibili chiarimenti, le imprese potranno pianificare con più tranquillità gli importanti investimenti di cui al Piano Nazionale “Transizione 4.0”, piuttosto che le linee di finanziamento di cui alla “Nuova Sabatini” o al “Fondo 394/81 – Simest”.
In conclusione, ciò che deve essere evitato è l’indebito arricchimento a carico delle finanze pubbliche, non ammettendo che mediante forme di contributi e/o provvidenze diverse si vada a coprire più del costo sostenuto da parte dell'impresa interessata, fermo restando il rispetto dei limiti esistenti dalla normativa nazionale ed europea vigente, ivi compresa quella riferita agli aiuti di Stato.

19/01/2022
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