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Gestione d'impresa

Igp e Dop a garanzia del credito bancario

Il Decreto Cura Italia, assieme al decreto applicativo adottato dal Ministero delle politiche agricole, ha esteso l’istituto del pegno rotativo favorendo i rapporti tra aziende e istituti di credito, nell’ottica di un rafforzamento della liquidità delle imprese.

Il pegno è un diritto reale di garanzia con natura accessoria su un bene altrui, costituito per fungere da garanzia di un credito. Il pegno rotativo mantiene in capo al soggetto richiedente il possesso dei prodotti offerti a garanzia del prestito, consentendone la commercializzazione: la sostituzione con altri prodotti, purché con le stesse caratteristiche di quelli contrattualmente impegnati. La procedura semplificata, infatti, evita di doverne rinnovarne la costituzione.
Nello specifico, l’art. 78 D.L. 18/2020 cosiddetto “Cura Italia” stabilisce che i prodotti agricoli e alimentari a denominazione d’origine protetta o a indicazione geografica protetta, inclusi i prodotti vitivinicoli e le bevande spiritose, possono essere sottoposti a pegno rotativo, attraverso l’individuazione, anche per mezzo di documenti, dei beni oggetto di pegno e di quelli sui quali il pegno si trasferisce, nonché mediante l’annotazione in appositi registri. Il contratto costitutivo del pegno deve risultare da atto scritto a pena di nullità e ha effetto verso i terzi esclusivamente con l’iscrizione, che ha validità 10 anni, nel registro informatizzato dei pegni non possessori.
In caso di inadempimento del debitore, il creditore pignoratizio può procedere all’escussione della garanzia non possessoria notificando l’intimazione al debitore, agli altri eventuali creditori che abbiano trascritto un pegno non possessorio e all’eventuale terzo concedente il pegno che, rischiando di essere pregiudicati dall’iniziativa del creditore, hanno il diritto di proporre opposizione.
L’intervento assume rilevanza nel contesto della generale crisi post pandemia che ha colpito il segmento del food di alta gamma: stando alle stime degli esperti, il settore vedrà una riduzione di 24 miliardi di euro della spesa alimentare domestica, comprensiva del fuori casa. Le difficoltà di esportazione nell’agroalimentare hanno determinato un aumento delle giacenze di magazzino che oggi, grazie al pegno rotativo, possono concorrere a costituire elementi di garanzia, agevolando l’accesso al credito e favorendo il superamento della crisi.

23/09/2020
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