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Gestione d'impresa

Il registro dei titolari effettivi

Con D.M. 55/2022 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato il Regolamento che disciplina il registro dei titolari effettivi: gli adempimenti e i soggetti obbligati.

L’ufficio del Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente per territorio è l’organo deputato alla tenuta del Registro dei titolari effettivi; ad esso andranno indirizzate le prescritte comunicazioni di dati e informazioni, utilizzando il “modello di comunicazione unica di impresa” le cui specifiche tecniche del formato elettronico saranno oggetto di un successivo decreto dirigenziale del MISE.

Il Regolamento, come da normativa antiriciclaggio, identifica 2 categorie di soggetti obbligati:

  • coloro che sono tenuti all’obbligo di comunicazione circa la titolarità effettiva: amministratori, rappresentanti legali, ecc.;
  • coloro a cui si applicano le disposizioni in materia di antiriciclaggio: intermediari bancari e finanziari, altri operatori finanziari e no, professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro, notai, avvocati, ecc.).
Soffermandoci a considerare la seconda categoria, in specie professionisti e altri operatori non finanziari, questa è tenuta all’obbligo di adeguata verifica della clientela come prescrive l’art. 17 D.Lgs. 231/2007. I soggetti che ne fanno parte, previo accreditamento, accedono al Registro per consultare i dati e le informazioni sulla titolarità effettiva, a supporto dell’obbligo su di essi incombente (art. 6 D.M. 55/2022).
La richiesta di accreditamento va presentata alla Camera di Commercio di riferimento e deve contenere i seguenti dati:
  • appartenenza del richiedente ad una o più delle categorie dei soggetti obbligati;
  • dati identificativi del richiedente, inclusa PEC, o del legale rappresentante qualora si tratti di persona giuridica;
  • indicazione dell’autorità di vigilanza competente (Banca d’Italia, Consob, Ivass) o dell’organismo di autoregolamentazione (Albo professionali, Ente rappresentativo della categoria, Consiglio di disciplina);
  • finalità dell’utilizzo dei dati e delle informazioni.
Una volta comunicato l’avvenuto accreditamento, l’accesso è consentito per 2 anni dalla data del primo accreditamento o da quella del rinnovo espresso. Eventuali modifiche dello status di soggetto obbligato o la sua cessazione devono essere comunicati entro 10 giorni dall’evento.
Il soggetto accreditato è responsabile per il rispetto delle finalità della consultazione e può indicare delegati facenti parte della propria organizzazione.
Qualora riscontri difformità tra le informazioni sulla titolarità effettiva ottenute dalla consultazione del Registro e quelle acquisite in fase di adeguata verifica della clientela, l’accreditato deve segnalarlo tempestivamente alla Camera di Commercio. La consultazione di tali segnalazioni è consentita solo alle autorità abilitate: MEF, Unità di informazione finanziaria (UIF), Direzione investigativa antimafia, Guardia di Finanza, Autorità giudiziaria, Agenzia delle Entrate; è comunque garantito l’anonimato del soggetto obbligato segnalante. Richiesta di accreditamento, conferma, modifica o cessazione dello status di soggetto obbligato e indicazione di eventuali delegati devono essere formulate nella forma di autodichiarazioni ai sensi del D.P.R. 445/2000.

Viene da chiedersi: se il soggetto obbligato opera su più territori con Camere di Commercio competenti diverse, è tenuto ad accreditarsi presso ciascuna di esse?
Il Regolamento questo non lo chiarisce, non ci resta che attendere l’evolversi della fase applicativa.

15/06/2022
Antiriciclaggio
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