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Diritto

La condotta del contribuente nella transazione fiscale

Sono necessarie valutazioni soprattutto nell'ambito del giudizio in merito alla transazione fiscale proposta.

Il concetto è stato recentemente ribadito dall'Agenzia delle Entrate, secondo cui le condotte del contribuente che possono influenzare l'iter di valutazione della proposta sono quelle che si sostanziano in eventuali attività distrattive o decettive che, da un lato, incidono direttamente sulla veridicità dei dati relazionati, dall'altro, causano una sottostima delle attività, una loro sottrazione fraudolenta o una sovrastima delle passività. Per ipotesi, potrebbe accadere che il contribuente, prima di attivare le procedure di composizione della crisi, si fosse adoperato ai seguenti scopi:
- simulare la cessione di asset aziendali a soggetti correlati;
- compiere atti liberali come la remissione del debito non giustificate da normali logiche di mercato, quale potrebbe essere la salvaguardia di specifici rapporti commerciali;
- perfezionare operazioni di riorganizzazione aziendale, finalizzate a trasferire artatamente nel proprio patrimonio personale poste dell'attivo, costruendo così una bad company da sottoporre alla procedura compositiva;
- utilizzare fatture per operazioni inesistenti allo scopo di creare costi a carico dell'impresa.
La presenza di tali condotte, incidenti sul profilo della procedibilità/legittimità della procedura di gestione della crisi di impresa, saranno segnalate alle autorità competenti.
In caso di concordato preventivo, tali contegni saranno rappresentati al commissario giudiziale che, ricorrendone i presupposti, potrà attivare il procedimento di revoca ex art. 173, L.F., ferma in ogni caso la rilevanza degli stessi ex art. 236 e ss. L.F. I precedenti fiscali del contribuente, ordinariamente oggetto di verifica nel corso delle attività di controllo formale e sostanziale, non sono generalmente esaminati in sede di valutazione della proposta. Tuttavia, eventuali condotte riconducibili a una sistematica e deliberata violazione di obblighi fiscali, pur non assumendo autonoma rilevanza, dovranno rientrare nell'ambito della predetta valutazione e in coerenza con lo spirito delle norme richiamate, finalizzate a garantire una tempestiva gestione delle procedure di composizione della crisi di impresa.
Particolare attenzione, invece, va riservata ai casi di frode, come ad esempio nel caso di condotte caratterizzate dall'utilizzo di documentazione falsa, da altri artifizi e raggiri, o da operazioni in tutto o in parte simulate, che denotano l'assenza di collaborazione e trasparenza nei confronti dell'Amministrazione Finanziaria. La presenza di tali condotte renderà necessario, in sede di valutazione della proposta di trattamento del credito tributario, ampliare l'ambito oggettivo delle attività di valutazione da porre in essere, le quali non dovranno limitarsi ad analisi di tipo campionario, o all'adozione di criteri basati sulle soglie di materialità degli errori, poiché in tali circostanze la gravità dei comportamenti pregressi deve portare a ritenere le esigenze di tutela dell'interesse erariale prevalenti rispetto alla speditezza della procedura. Pertanto, conclude l'Agenzia, al di fuori delle fattispecie fraudolente, che sono concretamente idonee a inficiare l'attendibilità della proposta, i provvedimenti di accoglimento o diniego devono essere assunti e motivati in ordine alla maggiore o minore convenienza economica della proposta stessa (così Circolare dell'Agenzia delle Entrate 4/E/2020).

23/02/2021
Concordato preventivo
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Frode
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Transazione fiscale
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