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Deducibilità della perdita da errore contabile in anno successivo

09/08/2019 | di Attilio Romano

Dichiarazione integrativa a favore con evidenza della variazione in diminuzione riferita all’errore contabile non contabilizzato nell’anno di competenza. È questa la soluzione interpretativa cui perviene dalla Divisione Contribuenti - Direzione Centrale Piccole e Medie Imprese (D.C.P.M.I) – istituita presso l’Agenzia delle Entrate nella risposta al quesito n. 12 del 21.09.2018, che consente la deducibilità di una perdita su crediti, nonostante l’imputazione dell’onere a riduzione del patrimonio netto in un esercizio successivo.
Errori contabili: il principio 29 dell'OIC
L’OIC n. 29, § 44-58 definisce l’errore contabile quale “rappresentazione qualitativa e quantitativa non corretta di un dato di bilancio o di un’informazione fornita in nota integrativa”. Un errore consiste nell’impropria o mancata applicazione di un principio contabile se, al momento in cui viene commesso, le informazioni e i dati necessari per la sua corretta applicazione sono disponibili. Possono verificarsi errori a causa di errori matematici, di erronee interpretazioni di fatti, di negligenza nel raccogliere le informazioni ed i dati disponibili per un corretto trattamento contabile. La correzione di errori rilevanti commessi in esercizi precedenti è contabilizzata sul saldo d’apertura del patrimonio netto dell’esercizio in cui si individua l’errore. Solitamente la rettifica viene rilevata negli utili portati a nuovo. Tuttavia, la rettifica può essere apportata a un’altra componente del patrimonio netto se più appropriato. La correzione di errori non rilevanti commessi in esercizi precedenti è contabilizzata nel conto economico dell’esercizio in cui si individua l’errore.
Quesito
La società Alfa aveva individuato e corretto nel 2017 un errore contabile relativo all’imputazione di una perdita su crediti per la fornitura di beni merce, effettuata nel biennio 2007-2008 a favore della Società Beta. La correzione era avvenuta mediante la chiusura della voce “credito verso Cliente” e imputazione della posta negativa di patrimonio netto.
Secondo la posizione dell’istante, la perdita su crediti relativa al mancato pagamento della fornitura commerciale avrebbe dovuto essere imputata nell’esercizio di competenza 2013, annualità in cui la procedura di concordato preventivo avente per oggetto la società Beta era stata dichiarata esecutiva.
Ciò premesso, la società Alfa chiedeva di conoscere: a) quale fosse il corretto periodo d’imposta di competenza al quale imputare la perdita su crediti; b) se la deducibilità di tale componente negativo potesse essere ammessa, ove la contabilizzazione dell’errore fosse avvenuta mediante imputazione del relativo componente direttamente a patrimonio netto anziché al conto economico.
La soluzione delle Entrate
La risposta n. 12 del 2018 della D.C.P.M.I. riconosce che il principio di preventiva imputazione dei componenti negativi di reddito si assume verificato anche quando detta imputazione avviene direttamente al patrimonio netto, e non al conto economico. L’amministrazione si è espressa ritenendo che:
è deducibile la relativa perdita su crediti dalla data di ammissione alla procedura di concordato preventivo, avvenuta nel 2008, fino all’esercizio di cancellazione dal bilancio del credito medesimo;
è emendabile l’errore contabile commesso mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa a favore Unico Società di persone 2014 riferita al periodo d’imposta 2013, sul presupposto della rilevazione della correzione di un errore contabile nel bilancio d’esercizio 2017.