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Fattura elettronica: la prima fase di rodaggio verso il capolinea

29/03/2019 | di Andrea Bongi

A partire dal 3.05.2019 i contribuenti, anche tramite intermediari, dovranno decidere se effettuare o meno l'adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche offerto dall'Agenzia delle Entrate. Entra la metà del mese di aprile il Garante della Privacy attende invece chiarimenti dalle Entrate sia in ordine alla possibilità di introdurre sistemi di cifrature delle fatture elettroniche, sia su una più ampia valutazione di impatto del primo periodo di vigenza del nuovo obbligo alla luce delle criticità che la stessa autority ha avuto modo di segnalare.
Tornando alla scelta dei contribuenti, occorre ricordare quanto previsto a pagina 4 del provvedimento direttoriale 21.12.2018 secondo cui, in caso di mancata adesione del contribuente a questi servizi, l'Agenzia delle Entrate, dopo il recapito della fattura al destinatario, cancellerà i dati dei file delle fatture elettroniche, memorizzando esclusivamente i dati della fattura diversi dall'indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto della prestazione (c.d. corpo della fattura).
In assenza di un consenso espresso del contribuente, che di fatto costituisce l'autorizzazione al trattamento dei dati, le informazioni che costituiscono il corpo della fattura elettronica dovranno essere cancellate e nelle banche dati del sistema SdI resteranno memorizzate solo le altre informazioni contenute nella fattura elettronica (c.d. testa e piede).
Si tratta di una decisione che avrà riflessi soprattutto dal punto di vista dei controlli che il Fisco potrà effettuare sulle fatture elettroniche. Senza le informazioni racchiuse nella parte centrale della fattura, le attività di controllo che l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza potranno svolgere sulle fatture elettroniche coincideranno, di fatto, con quanto già sperimentato finora in epoca di spesometro.
Ovviamente l'afflusso costante e giornaliero delle informazioni attraverso il sistema SdI farà sì che in epoca di fatturazione elettronica i controlli, soprattutto quelli incrociati, saranno basati su uno spesometro H24. Da qui la rapidità e l'efficacia nell'intercettazione dei fenomeni più eclatanti di frodi fiscali IVA come quelli messi a segno con il meccanismo delle c.d. cartiere.
Qualora invece all'interno del sistema SdI fossero contenute anche le informazioni relative alla natura, tipologia, quantità e qualità dei beni o dei servizi oggetto di fatturazione, le attività di controllo potrebbero invece concentrarsi su altri aspetti, per esempio l'inerenza di un costo o la sua congruità. In questo caso si tratterebbe ovviamente di controlli sui base analitica e non massiva, ma l'effetto sui contribuenti potrebbe essere comunque di un certo rilievo.
Proprio in questi giorni l'Agenzia delle Entrate ha diffuso alcuni dati circa gli effetti della fatturazione elettronica nell'azione di contrasto ai fenomeni di evasione e frode Iva. Si tratta di dati che, a parere di chi scrive, devono essere letti con una certa attenzione, evitando di cadere nell'errore di chi immagina che l'avvento della fatturazione elettronica possa costituire la soluzione a tutti i problemi dell'evasione Iva in Italia.
I dati diffusi dalle Entrate, se letti attentamente, dimostrano solo ciò che è stato possibile recuperare non in soli 2 mesi dall'avvento della fatturazione elettronica, come in qualche modo si vorrebbe far credere, ma in un arco temporale ben più ampio, pari a oltre 6 mesi, nell'ambito della filiera della distribuzione all'ingrosso dei carburanti, dove l'obbligo di fatturazione elettronica è in vigore dal 1.07.2018.