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Ricerca e sviluppo: poco favore dalla legge di Bilancio 2019

25/03/2019 | di Isinnova Srl

Se la legge di Bilancio 2017 ha potenziato il bonus ricerca, prevedendo l'aliquota unica al 50% per tutte le spese ammissibili e per tutto il personale impiegato in attività di R&S e innalzando l'importo massimo dell'incentivo a 20 milioni di euro, la manovra 2019 rimodula l'intensità del beneficio in base alla tipologia delle spese ammissibili e riduce l'agevolazione massima concedibile in ciascun periodo d'imposta (10 milioni di euro per ogni periodo d'imposta).
In particolare, la percentuale del 50%, attualmente applicabile su tutta l'eccedenza delle spese ammissibili rispetto alla media del triennio 2012-2014, viene mantenuta, a decorrere dal 2019:
- nel caso di attività di ricerca e sviluppo organizzate internamente all'impresa, solo per le spese del personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato direttamente impiegato in tali attività di ricerca;
- nel caso di attività di ricerca e sviluppo commissionate a terzi, solo per i contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca, nonché con start-up e PMI innovative indipendenti.
La manovra stabilisce quindi una differenziazione nell'ambito delle spese di personale tra il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, e personale titolare di altri rapporti di lavoro diversi dal lavoro subordinato (lavoratori autonomi, collaboratori, ecc.), prevedendo in questo secondo caso la percentuale del 25%. Discorso analogo per le spese relative alla ricerca commissionata, che viene distinta tra quella affidata a Università, enti e organismi equiparati, nonché a imprese rientranti nella definizione di start-up e PMI innovative, alla quale si applicherà l'aliquota del 50%, e quella affidata ad altri soggetti, per la quale si precede l'aliquota ridotta del 25%.
La legge di Bilancio interviene anche sul fronte delle spese ammissibili per il calcolo del beneficio, dando rilevanza ai costi sostenuti per l'acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale. Una modifica che va incontro alle esigenze delle imprese per le quali lo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili non può prescindere dall'acquisizione di materiali e altri beni destinati alla realizzazione di prototipi di prodotti o di impianti pilota o, ad esempio, agli esperimenti di laboratorio.
La manovra interviene anche sugli adempimenti formali che le imprese devono rispettare per l'applicazione del credito d'imposta: infatti, è stato esteso l'obbligo di specifica certificazione delle spese rilevanti ai fini del calcolo del beneficio (sia del periodo agevolato e sia dei periodi di media), attualmente previsto solo per le piccole imprese, a tutti i soggetti beneficiari. Inoltre, la fruizione del bonus ricerca viene subordinata all'avvenuta certificazione delle spese, nel senso che l'utilizzo in compensazione del credito d'imposta non potrà iniziare se non a partire dalla data in cui viene adempiuto l'obbligo di certificazione.
Un aspetto cui porre attenzione sono i tempi di operatività delle nuove regole. Le modifiche di ordine sostanziale, relative ad aliquote, massimale di aiuto e spese ammissibili, si applicano a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2019 e, quindi, nella generalità dei casi dall'anno agevolabile 2019. Le modifiche relative agli aspetti formali e documentali, invece, hanno invece effetto già a partire dagli adempimenti relativi al credito d'imposta maturato nel periodo d'imposta in corso al 31.12.2018.