Antiriciclaggio
29 Agosto 2025
Sistema avanzato di analisi delle Segnalazioni di Operazioni Sospette, SIVA 3 consente alla Guardia di Finanza di intercettare reti illecite, tracciare flussi finanziari opachi e prevenire i reati economici con strumenti di intelligence integrata.
Nel complesso ecosistema delle banche dati utilizzate dalla Guardia di Finanza per la prevenzione e repressione dei reati economico-finanziari, il sistema SIVA 3 (Sistema Informativo Valutario Antiriciclaggio) occupa un ruolo di primaria importanza. Meno noto al grande pubblico rispetto a SERPICO o all’Anagrafe dei rapporti finanziari, SIVA 3 è in realtà una delle piattaforme più sofisticate a disposizione delle autorità italiane, in particolare del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria (NSPV), per il monitoraggio delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS) e l’attività di intelligence finanziaria.
SIVA 3 nasce come banca dati dedicata all’analisi strutturata delle segnalazioni trasmesse dall’UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia) alla Guardia di Finanza, in virtù dell’art. 9 del D.Lgs. 231/2007. Le SOS, che rappresentano un pilastro della prevenzione antiriciclaggio, vengono trasmesse agli organi investigativi solo dopo un processo di selezione e prioritizzazione, che tiene conto della gravità, della coerenza e della rilevanza penale del contenuto segnalato.
Una volta ricevute, le SOS vengono archiviate, classificate e analizzate attraverso il sistema SIVA 3, che consente al personale specializzato di correlare le informazioni ricevute con ulteriori dati disponibili presso l’Amministrazione Finanziaria e le forze dell’ordine. La piattaforma si basa su un modello a “livelli informativi”, che consente l’accesso selettivo a seconda del ruolo e della qualifica del soggetto autorizzato, nel rispetto dei principi di riservatezza e sicurezza informatica.
SIVA 3 non è un semplice contenitore statico di documenti, ma un ambiente dinamico di knowledge management investigativo, concepito per facilitare la profilazione dei soggetti segnalati, l’individuazione di schemi ricorrenti di operatività anomala, la connessione tra diverse segnalazioni riconducibili agli stessi soggetti – siano essi mandanti, prestanome o soggetti economici collegati – e l’integrazione con altre banche dati strategiche come SERPICO, SID, l’Anagrafe dei conti correnti, CRIF e fonti OSINT (Open Source Intelligence).
Il sistema consente agli investigatori di ricostruire network finanziari opachi, individuare “gatekeeper” professionali e tracciare i flussi illeciti tra soggetti apparentemente scollegati. L’utilizzo di algoritmi evoluti consente anche di effettuare analisi predittive in ottica di intelligence preventiva, segnalando operazioni sospette non ancora oggetto di indagine penale ma meritevoli di attenzione investigativa.
L’utilizzo della banca dati SIVA 3 si inserisce all’interno di un perimetro normativo ben definito. Le informazioni ivi contenute sono coperte da segreto d’ufficio e da specifici vincoli di utilizzo, sia ai fini penali che tributari. L’accesso è consentito esclusivamente a personale autorizzato, con obbligo di tracciamento digitale di ogni attività di consultazione o interrogazione della banca dati. Inoltre, l’eventuale utilizzo delle informazioni acquisite per finalità diverse da quelle espressamente previste dalla normativa può integrare violazioni rilevanti sotto il profilo disciplinare, penale e amministrativo, oltre a potenziali profili di responsabilità privacy. Non va dimenticato, infatti, che le SOS non costituiscono né prove né notizie di reato, ma meri indizi da approfondire.
In un contesto caratterizzato da operazioni finanziarie sempre più complesse e da una crescente interconnessione tra crimine economico e circuiti legali, la banca dati SIVA 3 si conferma strumento chiave per la prevenzione del rischio finanziario e del riciclaggio. Consente alla Guardia di Finanza di agire non solo in chiave repressiva, ma anche con funzioni di intelligence e controllo strategico del territorio, valorizzando l’informazione finanziaria come leva di legalità. La lotta all’illegalità economica non potrà prescindere da strumenti digitali capaci di coniugare analisi, interoperabilità e tutela delle garanzie individuali, in un equilibrio essenziale per uno Stato di diritto.